
Durante
la festa di Shavu'òt si usa mangiare latticini: in alcune comunità
solo un pasto, mentre in altre questo uso è esteso a tutto il
periodo. Una delle molte spiegazioni di questo costume è che
la Torà è tradizionalmente paragonata a tutto ciò
che è dolce, e per questo è associata anche ai latticini,
che hanno un gusto dolce. Si può anche aggiungere un'interpretazione
legata al valore numerico della parola "latte" (khalàv)
in ebraico che è di 40, come i giorni in cui Moshe è rimasto
sul Sinai.
Durante
tutta la prima notte di Shavu'òt si usa studiare testi della
Torà scritta e orale, e in particolare le 613 mitzvòt.
I Dieci Comandamenti vengono letti il primo giorno, in sinagoga durante
la preghiera della mattina (Shacharit). Tutti - uomini, donne, bambini
e perfino neonati - devono essere presenti, come quando D-o diede la
Tora.
Halakhòt
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Poiché
Shavu'òt deve essere il cinquantesimo giorno da Pèssakh
non si può fare qiddùsh prima dell'uscita delle stelle,
altrimenti i cinquanta giorni non sarebbero completi.
La
festa di Shavu'òt, come abbiamo detto, non ha particolari mitzvòt,
perciò esporremo delle regole generali di Yom Tov.
I
giorni festivi si differenziano dallo Shabbàt perché in
essi si può cucinare e si può trasportare per accrescere
la felicità della festa.
In
ogni caso il fuoco deve essere acceso da un altro fuoco precedentemente
acceso e non può essere spento durante la festa. Può però
essere abbassato quando il tipo di cibo lo richiede, ma non per altri
scopi. Il fuoco può essere spento da un non ebreo o facendogli
versare sopra dell'acqua da una pentola in ebollizione.
Ogni
giorno di Yom Tov si può cucinare solo per quel giorno stesso,
a eccezione del Venerdì che, facendo un rito speciale chiamato
`Erùv Tavshilìn, si può cucinare sia per Venerdì
che per Shabbàt.

Testo tratto dal libro "Lekhàim"
Pubblicato dalla
MAMASH